martedì 26 ottobre 2021

 CARISSIMA  ORIANA ....

la tua grandezza come giornalista e scrittrice è ben nota e condivisa. Altrettanto condivisibile è da parte mia la tua posizione personale sulla diversità tra culture e civiltà e sul loro diverso valore (concetto purtroppo oggi condannato da un malinteso senso di "eguaglianza", political correct). Lasciami, tuttavia, contestare la tua analisi storico-sociologica sul fenomeno delle nostre ripetute emigrazioni del passato. Partiamo dagli Sati Uniti: è vero che quel Paese nell'800 era spopolato, con larghissimi territori quasi deserti: peccato che gli italiani non andarono a popolare quegli spazi bensì a sovrappopolare i bassifondi delle maggiori metropoli, tipo New York e Chicago, perchè si va dove c'è ricchezza e lavoro; e per ovvi motivi sociali  culturali una parte di loro - minoritaria - si dedicò alla malavita, tanto da far identificare il "tipo italiano" con la definizione di "gangster" o "mafia" tout court, oltre che "mangiaspaghetti". Per le malefatte della minoranza dovette subire  pregiudizi e maltrattamenti l'intera popolazione di origine italiana, per parecchi decenni. Continuo con la più recente e ultima emigrazione storicamente di massa da parte italiana, quella non citata, mi pare, nella tua dissertazione: esattamente l'emigrazione verso il Belgio e la Germania occidentale (miniere e fabbriche). Basta rileggere i documenti, le inchieste giornalistiche e anche televisive degli anni '50 per rendersi conto di quanto dolore per pregiudizi e discriminazioni abbiano dovuto sopportare i nostri concittadini dell'epoca. Un conto è battersi affinché la nostra civiltà e il nostro stile di vita resti immodificato in seguito all'arrivo di stranieri, altro è condannarli senz'altro al "rogo" per le loro diversità: il vero scopo di ogni essere "civile" dovrebbe risiedere proprio nella sua capacità di comprendere, trovare ciò che unisce e isolare ciò che divide, mantenendo fermo il quadro di valori cui tutti - stranieri e non - debbono attenersi.  Maurizio Corsale

 

lunedì 19 aprile 2021

EUROLEGA FOOTBALL: LA GRANDE TRUFFA !

 Alcuni del Club calcistici europei più noti e, secondo loro, più "titolati", hanno deciso di formare una Lega "privata" con partecipanti predefiniti per sempre, salvo un piccolo numero "variabile" di club che sarebbero invitati dagli stessi promotori di volta in volta in base ai risultati da essi conseguiti ma anche dei patrimoni economici vantati...

Sembrerebbe una "piccola" follia sognante di super manager o super presidenti/proprietari che desiderano mettere in particolare luce la loro "aristocrazia" e ottenere proventi proporzionati agli sforzi fin qui prodotti...

E' invece una "grandissima truffa" per i seguenti motivi: 

a) nello sport - e il calcio è uno sport, fino a prova contraria - è fondamentale la competizione e la partecipazione più ampia possibile: se si verificasse una separazione netta tra "i più forti" e gli altri, verrebbe meno lo sport e subentrerebbe il "teatro dei virtuosi", un palcoscenico di esibizioni senza alcun senso e significato sportivo, giacché varrebbe solo e soltanto la dimensione dell'investimento economico e finanziario (che già oggi inquina scorrettamente il sistema);

b) la scelta dei club appare chiaramente volta ad assicurarsi la partecipazione a una competizione di vetta senza i rischi della selezione naturale dei campionati nazionali o il confronto con club meno conosciuti ma di tanto in tanto capaci di "mettere i bastoni tra le ruote" e fare l'impresa... Scelta dunque, che si qualifica come la più antisportiva possibile!

c) la scelta non a caso viene da club molto forti ma anche molto esposti sul piano finanziario a causa di investimenti (spesso errati) fatti, club che quindi desiderano maggiorare gli introiti, senza doverli condividere con la normale platea di altri competitors, e ripianare debiti e bilanci senza correre il rischi di ridimensionarsi, come accade a tutti gli altri...;

d) la scelta mostra tutta l'arroganza di chi pensa di potersi fare leggi per sé e per gli altri (ogni scelta di questo tipo NON è solo privata, ma incide su TUTTI) in base ad una supervalutazione di sé fatta peraltro con un'istantanea del momento, che vuole cristallizzare una realtà che è per definizione precaria e variabile;

e) dico realtà precaria e variabile proprio perché la stessa situazione economica dei club promotori risulta assai traballante (in Italia sappiamo di Inter e di Juventus, ma anche il Milan non ride, in Spagna certamente né Real né Barcellona godono di buona salute finanziaria...) e quindi quella scelta si presenta come un DISPERATO TENTATIVO DI SALVARE I PROPRI BILANCI SQUILIBRATI MANTENENDO LE POSIZIONI DI VETTA  in qualche modo raggiunte negli ultimi anni.

La scelta dei promotori della Superlega europea di calcio è, quindi, una VERA E PROPRIA TRUFFA nei riguardi di tutti gli altri club, delle associazioni internazionali di cui hanno fatto parte fino ad ora e, soprattutto, nei confronti di tutti i tifosi di calcio. 

Aggiungo una piccola considerazione: di Agnelli non mi meraviglio, ricordando come già suo padre, il famoso Gianni, iniziò con anni '70 del secolo scorso la sua "programmazione" per raggiungere, di riffa o di raffa, il massimo dei risultati al fine di ampliare al massimo il "bacino di tifosi", inteso come il panorama di "clienti" in una logica di puro aziendalismo industriale tendente al monopolio italiano... Alla faccia di ogni filosofia "sportiva"!