venerdì 25 settembre 2020


 OTTOBRE 202 a.c.: nasce il "mondo occidentale"

2222 anni or sono, nel mese di ottobre, fu combattuta a Zama una delle più grandi e importanti battaglie della storia: erano di fronte l'armata di Roma e quella di Cartagine. 

Roma, che aveva resistito con la maggior parte dei suoi federati e degli alleati italici per ben 20 anni alla pressione causata dall'invasione e dalla presenza in Italia da parte di Annibale ("il più grande generale della storia" secondo T.Mommsen) costellata di vittorie sbalorditive, vedeva infine premiata la sua tenace resistenza e la tenuta del suo sistema politico avendo costretto il suo acerrimo nemico al rientro definitivo in Africa per difendersi - ora sì, proprio difendersi - dall'attacco portatogli in patria da Publio Cornelio Scipione. La vittoria arrise, com'è ampiamente noto, ai Romani e fu decisiva per la corrispondente sconfitta dell'egemonia cartaginese in tutto il mediterraneo, soppiantata allora da quella italica facente capo a Roma. 

Troppo poco, a mio avviso, si riflette sull'importanza fondamentale che quella vittoria romana ebbe per lo sviluppo di tutta la storia dell'Europa e del mondo occidentale. L'eventuale sconfitta romana, possibile sicuramente per le risorse soprattuto finanziarie della concorrente e per le capacità del suo grande generale, avrebbe comportato l'espansione e la radicalizzazione dell'egemonia imperiale di un popolo di cultura mediorientale - i fenici - poco avvezzo a considerare poco più che schiavi i popoli sottomessi e assai poco permeato di quei caratteri ellenistici che furono viceversa diffusi in tutto l'occidente proprio da Roma.

La vittoria di Zama, invece, giunta al termine di una lunghissima guerra difensiva o di contesa concorrenziale, costituì l'inizio di un cammino secolare che ha portato alla realizzazione del primo e prolungato esperimento di  una grande area di convivenza pacifica e civile di popoli diversi e uniti da una legge che ne regolava e favoriva i rapporti economici e commerciali (una globalizzazione ante litteram), dove alla fine tutti i soggetti, di qualsiasi provincia o regione, avevano la medesima "cittadinanza", vale a dire i medesimi diritti e doveri (costitutio antoniniana di Caracalla, 212 d.c.).

Ogni guerra vittoriosa, ogni ampliamento dell'area di influenza da parte di Roma si è realizzato sempre per interventi richiesti o sollecitati da popoli in conflitto, mai per pura voglia di conquista: perfino le guerre condotte da Cesare nelle Gallie, da molti considerate appunto dovute a brama di sopraffazione e di gloria personale, ebbero inizio e si svilupparono proprio per le discordie e la conflittualità interna alle tribù galliche e germaniche.

Non c'è dubbio alcuno del ruolo fondamentale e decisivo di Roma nella civilizzazione e nello sviluppo economico e culturale di tutti i popoli europei, compreso quello slavo nei confronti del quale l'ultimo potere bizantino orientale (che si auto chiamava: "oi romanoi") proseguì l'opera già compiuta nei popoli occidentali.

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