mercoledì 13 aprile 2022

RUSSIA, EUROPA, MONDO: QUALE POSSIBILE DESTINO ?

 

OK, sono un inguaribile amante della Storia e dei suoi suggerimenti. Avete mai guardato la cartina dell’Europa orientale? L’Ukraina, ex Repubblica Socialista Sovietica, occupa uno spazio molto consistente che si incunea in quello della Russia propriamente detta (si giustifica la denominazione datale nel tempo dai russi: Piccola Russia o Russia di Kiev). Qualora la Russia rimanesse nei confini residui dopo il crollo del regime sovietico e la diaspora delle regioni più autonome, resterebbe senza altro sbocco sul mare che quelli di S.Pietroburgo (un buco nella costa baltica) e di un pezzetto di costa a sud del Mar di Azov (una specie di lago in condominio con l’Ukraina) sul Mar Nero orientale, privo di porti adeguati. Poi resta solo il Polo nord, ghiacciato. Una delle politiche più continue e rilevanti della Russia, sia sotto gli zar sia con i sovietici, è stata quella di conquistarsi lo sbocco sul mare più congruo alle sue dimensioni, tenendo conto che, sia nel Baltico sia nel Mar Nero, per l'accesso agli oceani sarebbe comunque soggetta al passaggio lungo Stretti di mare controllati da altri. Questo, per spiegare come mai già gli zar, e in continuum con essi i sovietici, si siano dati da fare per acquisire parti di costa più rilevanti: al nord, occupando le cosiddette repubbliche baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia), al sud strappando all’impero ottomano  la costa ukraina – dove lo zar russo fondò alla fine del ‘700  la città di Odessa, che divenne il più importante porto russo sul Mar Nero. Detto tutto ciò, a me appare chiaro che, al di là della tragedia causata dall' orribile guerra ancora in corso, la Russia non potrà mai accettare la situazione verificatasi nel momento della sua massima debolezza e tenderà sempre a riprendere almeno ciò che in qualche modo le dia garanzie di sopravvivenza come “potenza” mondiale: sbocco significativo sul Mar Nero e confini sicuri sul Caucaso e verso l’Europa centrale.  Dico questo perché, a mio parere, se si vuole una situazione di pace riconosciuta e possibilmente duratura, due sono le ipotesi: 1. si contrattano, tra Russia e repubbliche  limitrofe, in particolare Ukraina e Georgia, confini nuovi e più stabili, garantiti dall’U.E. e dalle altre due potenze USA e Cina;  2. ovvero, in alternativa: si procede al lento strangolamento della Russia sul piano economico e magari militare, con ulteriori smembramenti di territori resi autonomi, fino a rendere la Russia pari a quell’antico territorio del principato di Mosca, uno dei tanti piccoli Stati che si formerebbero nell’immensa pianura sarmatica fino ai monti Urali (nella parte asiatica ci sarebbe spazio per una repubblica di Siberia, si amplierebbe la Mongolia e il terminale verso lo stretto di Bering finirebbe sotto il controllo cinese). Corollario: tutti i singoli nuovi staterelli ex Russia europea verrebbero a far parte dell’U.E.  Su questa seconda ipotesi, tuttavia, si dovrebbe avere il consenso della Cina e non solo (India e molti altri Paesi importanti asiatici e non). Confesso che questa ipotesi si allinea abbastanza alla intuizione fantapolitica di Orwell, che nel suo libro “1984” (Il Grande Fratello), prefigurò un mondo diviso in tre grandi macro Stati: Oceania (USA, Americhe, Gran Bretagna, Australia) – Eurasia (Europa continentale compresa Russia, con Siberia e nord Asia)  - Estasia (Cina, Giappone, India, Indocina e Indonesia). L’Africa sarebbe stata divisa tra le influenze dei macro Stati, ovviamente sempre in guerra tra loro con mutamenti di alleanze, ma senza conseguenze decisive per l’umanità.