OK, sono un inguaribile amante della Storia e dei suoi
suggerimenti. Avete mai guardato la cartina dell’Europa orientale? L’Ukraina,
ex Repubblica Socialista Sovietica, occupa uno spazio molto consistente che si
incunea in quello della Russia propriamente detta (si giustifica la
denominazione datale nel tempo dai russi: Piccola Russia o Russia di Kiev).
Qualora la Russia rimanesse nei confini residui dopo il crollo del regime
sovietico e la diaspora delle regioni più autonome, resterebbe senza altro
sbocco sul mare che quelli di S.Pietroburgo (un buco nella costa baltica) e di
un pezzetto di costa a sud del Mar di Azov (una specie di lago in condominio con
l’Ukraina) sul Mar Nero orientale, privo di porti adeguati. Poi resta solo il Polo
nord, ghiacciato. Una delle politiche più continue e rilevanti della Russia, sia
sotto gli zar sia con i sovietici, è stata quella di conquistarsi lo sbocco sul mare
più congruo alle sue dimensioni, tenendo conto che, sia nel Baltico sia nel Mar
Nero, per l'accesso agli oceani sarebbe comunque soggetta al passaggio lungo Stretti di mare controllati
da altri. Questo, per spiegare come mai
già gli zar, e in continuum con essi i sovietici, si siano dati da fare per
acquisire parti di costa più rilevanti: al nord, occupando le cosiddette
repubbliche baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia), al sud strappando
all’impero ottomano la costa ukraina –
dove lo zar russo fondò alla fine del ‘700 la città di Odessa, che divenne il più
importante porto russo sul Mar Nero. Detto tutto ciò, a me appare chiaro che, al
di là della tragedia causata dall' orribile guerra ancora in corso, la Russia
non potrà mai accettare la situazione verificatasi nel momento della sua
massima debolezza e tenderà sempre a riprendere almeno ciò che in qualche modo
le dia garanzie di sopravvivenza come “potenza” mondiale: sbocco significativo
sul Mar Nero e confini sicuri sul Caucaso e verso l’Europa centrale. Dico questo perché, a mio parere, se si vuole
una situazione di pace riconosciuta e possibilmente duratura, due sono le
ipotesi: 1. si contrattano, tra Russia e repubbliche limitrofe, in particolare Ukraina e Georgia, confini nuovi e più stabili,
garantiti dall’U.E. e dalle altre due potenze USA e Cina; 2. ovvero, in alternativa: si procede al lento strangolamento
della Russia sul piano economico e magari militare, con ulteriori smembramenti
di territori resi autonomi, fino a rendere la Russia pari a quell’antico territorio
del principato di Mosca, uno dei tanti piccoli Stati che si formerebbero
nell’immensa pianura sarmatica fino ai monti Urali (nella parte asiatica ci
sarebbe spazio per una repubblica di Siberia, si amplierebbe la Mongolia e il
terminale verso lo stretto di Bering finirebbe sotto il controllo cinese).
Corollario: tutti i singoli nuovi staterelli ex Russia europea verrebbero a far
parte dell’U.E. Su questa seconda
ipotesi, tuttavia, si dovrebbe avere il consenso della Cina e non solo (India e
molti altri Paesi importanti asiatici e non). Confesso che questa ipotesi si allinea abbastanza alla intuizione fantapolitica di Orwell, che nel
suo libro “1984” (Il Grande Fratello), prefigurò un mondo diviso in tre grandi
macro Stati: Oceania (USA, Americhe, Gran Bretagna, Australia) – Eurasia (Europa
continentale compresa Russia, con Siberia e nord Asia) - Estasia (Cina, Giappone, India, Indocina e
Indonesia). L’Africa sarebbe stata divisa tra le influenze dei macro Stati,
ovviamente sempre in guerra tra loro con mutamenti di alleanze, ma senza
conseguenze decisive per l’umanità.
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