venerdì 17 aprile 2020

In fuga dall'odio



La violenza su altri esseri viventi dimostra sempre una grave insensibilità e mancanza di rispetto e di empatia o, infine, di compassione verso la propria o le proprie vittime. Detto così sembra che l'esercizio della violenza costituisca un caso, o un'eccezione rispetto al normale comportamento umano. In realtà la violenza fa parte integrante della natura di tutti gli esseri viventi per la semplice ragione che serve per procurarsi le risorse necessarie alla propria sopravvivenza. Ogni essere umano è capace di fare violenza, per mangiare (ora sempre meno), per difendere sé stesso o i propri cari o la propria comunità, e fin qui sembra tutto accettabile. Ma si può fare violenza anche per difendere il proprio "onore", l'immagine del proprio sè dominante, giungendo fino all'odio più o meno "freddo" che distingue la violenza verso altri esseri ritenuti portatori di negatività e infine per la semplice necessità di soddisfare il proprio egoistico piacere. 
La storia proposta nel testo "In fuga dall'odio" si occupa di una complessa vicenda di violenze: una ragazza che vuole sfuggire al dominio e alle sevizie del suo compagno - ora vissuto come ex -  si incrocia casualmente con un giovane frate - in crisi di identità - a sua volta implicato in trame di violenza (vittima o carnefice, si scoprirà alla fine). Nella vicenda si intrecciano odio, fanatismo, compassione e solidarietà, nelle imprevedibili combinazioni della vita.

Disponibile su Amazon, anche in versione e.book.

Nessun commento:

Posta un commento